Ci sarà tempo fino alle ore 12 del 28 aprile per rispondere all’avviso pubblicato oggi (27 aprile) dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti “per la reperibilità di una o più unità navali anche veloci per il trasporto marittimo di persone migranti dal porto dell’isola di Lampedusa verso i porti di porto Empedocle (Ag) o Pozzallo (Rg)”. L’iniziativa del dicastero guidato da Matteo Salvini prende le mosse dallo stato d’emergenza deliberato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 11 aprile “in relazione al forte incremento dei flussi migratori verso l’Italia registrato nell’anno in corso”. L’esigenza sembrerebbe quella di accelerare il decongestionamento dell’hotspot di Lampedusa dei migranti ivi accolti, organizzando un imprecisato numero di viaggi perso i due summenzionati porti siciliani. La ricerca riguarda in particolare una “nave da passeggeri o unità veloci da passeggeri o altre unità individuate dall’operatore economico aventi pari caratteristiche e portata”, dotate di “capacità di carico minima: 300 persone migranti” (da chiarire se e come il participio “migranti” incida sulla generica unità di misura dei passeggeri). Nell’avviso si legge ancora che “l’unità navale deve essere immediatamente disponibile a raggiungere il porto di Lampedusa” e che, quanto alla frequenza, essa “sarà chiamata ad operare secondo il programma giornaliero e orario concordato sulla base delle esigenze di trasferimento”. Incerta anche la durata del servizio, da determinarsi “in funzione dello stato di emergenza finalizzato ad assicurare un servizio continuativo di trasporto marittimo dal porto di Lampedusa verso i porti di Porto Empedocle e di Pozzallo”. Anche il corrispettivo è ancora da chiarire: “Il costo per l’esecuzione del servizio sarà determinato in base alle esigenze emergenziali di trasferimento delle persone migranti in funzione della tipologia di unità navale messa a disposizione parametrandolo sul viaggio andata\ritorno o solo andata per le tratte considerate”. Quel che è certo, almeno per ora, sono le risorse a disposizione: “Il corrispettivo grava a valere sui fondi resi disponibili dal Ministero dell’interno ai sensi delle disposizioni dianzi richiamate” si legge infatti nell’avviso. Si tratta di 5.000.000 di euro, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali, “per l’attuazione degli interventi maggiormente urgenti”, nelle more, però, “della valutazione delle effettive esigenze finanziarie”.
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