Tratto dal Blog " Marinai Sorrentini"
Nell’esaminare
i dettagli emersi dal VDR ed inerenti gli istanti prima e dopo l'urto
della CONCORDIA , è bene precisare quanto segue:
Un efficiente bridge team si attiva e lavora per eliminare il rischio
rappresentato dall'errore che uno dei componenti il team stesso potrebbe
commettere, fino a generare una situazione pericolosa.
Schettino ed Ambrosi , rispettivamente nei ruoli di com.te e
subordinato, hanno tra loro già stabilito un rapporto basato sul mutuo
rispetto. Il loro comportamento, mentre interagiscono nell'espletamento
delle loro funzioni, è mutuato da esigenze di carattere etiche
professionali, dalla vigente normativa e dalle procedure della
compagnia.
Ambrosio aveva avuto modo di verificare, nel corso delle precedenti
traversate e manovre, che il comandante avesse capacità nel prendere le
decisioni e di gestire la navigazione con professionalità, doti del suo
superiore in cui egli era pienamente confidente.
Il VDR mostra che Ambrosio consegna la guardia in un istante in cui la
nave avrebbe già dovuto evoluire a dritta, per consentire di passare a
mezzo miglio dalle Scole, come pianificato e come il com.te ha richiesto
(si trova evidenza nell'audio della scatola nera).
Egli non prende iniziativa alcuna, attendendo che Schettino terminasse
la sua telefonata, ovvero quando il comandante ha informato della sua
decisione di prendere il controllo.
Come se non bastasse, non gli ha fornito quegli elementi utili,
nell'immediatezza, a fare il punto della situazione, in considerazione
che la nave faceva via verso il pericoloso scoglio distante solo poco
più di un miglio.
Negli istanti che seguono Ambrosio e i suoi colleghi lavorano in stato
di isolamento, senza fornire al com.te il doveroso supporto che serve ad
identificare un eventuale errore ed a suggerire possibile rimedio, come
prevede la normativa in vigore (STCW 78/95).
Il com.te ha chiaramente documentato, con l'emanazione dei suoi ordini
permanenti, quali devono essere le azioni degli ufficiali che fanno
parte del team. È evidente che essi hanno ritenuto non necessario
sottoporgli le proprie perplessità/domande/determinazioni, che avrebbero
avuto il risultato di poter modificare le decisioni prese. In pratica
essi avrebbero dovuto esprimere eventuali dubbi senza esitazione e con
la tempestività che il caso richiedeva.
Può accadere che il subordinato non metta in dubbio le decisioni del suo
capo e non lo contraddica quando sussiste in lui una forma di rispetto
riverenziale eccesivo o quando subentra uno stato emozionale che
stabilisca distanza tra il subordinato ed il suo capo.
Questi aspetti rappresentano vere e proprie barriere alla cooperazione
ed alla consultazione, rendendo il team vulnerabile, a danno della
sicurezza. In merito sono stati eseguiti studi approfonditi, i cui esiti
dipendono anche dai trascorsi professionali degli interessati e dalla
formazione degli stessi.
A chi si chiede perchè il team del ponte di comando non intervenne si può rispondere:
1. Le sue precedenti esperienze con il com.te non aveva fatto sorgere tale necessità.
2. Non ha realizzato che trovavasi in situazione di pericolo.
3. Il Com.te appariva essere in controllo della situazione e la cosa li confortava al punto da distrarsi dai compiti ordinari.
4. Il team non aveva ricevuto adeguata formazione sulla condotta della
navigazione, quando il comandante ne assume il controllo (bridge
resource management course + bridge team management training).
Le 4 ipotesi elencate sono tutte identificabili nel nostro caso. In
particolare l'ultimo è stato il punto più debole, la più evidente
lacuna; la necessaria preparazione era carente. È questa la causa!!
Infatti, solo nel POST incidente Concordia, Costa Crociere annuncia che i
propri ufficiali verranno sottoposti a "sessioni formative su di un
nuovo, evoluto, modello di gestione del ponte di comando che permetta
una maggiore collegialità nella presa delle decisioni".
Annunciano che in questa nuova configurazione il comandante, pur
mantenendo le proprie prerogative d'intervento come previsto dalla
legge, non è più l’unico emanatore di ordini, ma sollecita tutto il suo
Team a essere protagonista della manovra, "pensando ad alta voce"
affinché gli altri componenti del Team possano partecipare alla
decisione. L'attività di formazione è svolta presso l’innovativo centro
di formazione C-Smart ad Almere in Olanda, fondato nel 2009 dove,
attraverso l'utilizzo di simulatoriall'avanguardia,xxavanguardia, viene
sperimentata un'esperienza di navigazione intensiva e verosimile, che
ricrea la realtà della conduzione della nave (riporto testualmente
quanto Costa ha comunicato alla stampa).
La preparazione e la competenza degli addetti è un onere primario del
gestore nave, come recitano i disposti del codice ISM e degli Standards
ISO 9001:2008 & BS OHSAS 18001:2007, i cui contenuti sono
incorporati nel sistema di gestione integrato di Costa crociere, di cui è
stata conseguita la necessaria certificazione.
Costa ha fatto le giuste valutazioni, giungendo alla consapevolezza che
le sue iniziative tese alla formazione degli ufficiali non fossero
sufficienti e che bisognava fare di più. Questo tipo di corsi avanzati
avrebbero dovuto già essere nel paniere di questa società che si fregia
di aver conseguito 4 STELLE per qualità e sicurezza.
Altre società di navigazione già utilizzano questo tipo di formazione,
la cui certificazione va confermata ogni 5 anni ripetendo la
partecipazione ai corsi.
La concordia impatta contro un pericolo naturale , a causa di un diverso tipo di "Black out", quello del suo "BRIDGE TEAM".
Alla luce di quanto dissertato, si può ritenere Schettino il solo responsabile di questo errore ??
È la normativa a dire NO! È il sistema di gestione interno di Costa Crociere a dire di no !!!
CSLC Francesco Saverio Russo
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mercoledì 20 giugno 2012
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