Delicato per definizione e complesso perché frutto di norme italiane ed europee che si intrecciano, il tema dei visti della Farnesina per i marittimi che, una volta sbarcati dalle navi, devono tornare a casa nei loro Paesi, torna a fare discutere, mettendo il luce differenti interpretazioni normative che creano gestioni non omogenee nei diversi scali italiani. L’ultima novità a Genova, dove gli operatori denunciano una stretta sulla movimentazione dei lavoratori extracomunitari che sbarcano e devono rimpatriare.Con una lettera datata 13 aprile 2023, l’ufficio di Polizia di Frontiera marittima ed aerea ha comunicato ad Assagenti e a Spediporto che «a partire dalla data odierna le istanze di concessione di visto di sbarco dei marittimi dovranno necessariamente assicurare l’imbarco sui voli indicati nella richiesta, senza istanza di pernotto in strutture alberghiere». Il personale extracomunitario che sbarcherà a Genova per tornare a casa, insomma, dovrà essere imbarcato sui voli di rientro per la destinazione finale, o comunque fuori dall’area Schengen, senza la possibilità di pernottare nemmeno una notte in Italia. Tali lavoratori, spiega ancora l’ufficio di Polizia, dovranno essere «accompagnati sino al varco aeroportuale di accesso alle sale di imbarco, al fine di garantire l’effettiva partenza». La novità sorprende le compagnie armatoriali, la cui attività, specie nel settore delle crociere, non potrebbe essere svolta senza l’opera dei marittimi stranieri. Assarmatori dice di stare «valutando l’impatto di tali disposizioni sull’operatività quotidiana che riguarda i membri dell’equipaggio. Di certo - aggiunge l’associazione presieduta da Stefano Messina - l’attuazione di criteri più severi in un porto rispetto a un altro, come in questo caso, e di conseguenza la mancanza di una omogeneità sul territorio nazionale, rischia di causare problemi sia operativi che concorrenziali». L’associazione si dice pronta «come sempre, a dare il suo contributo per risolvere il problema insieme a tutti gli altri soggetti coinvolti». Anche da Confitarma, la Confederazione Italiana Armatori, viene spiegato che i tecnici valuteranno «le conseguenze operative delle nuove disposizioni di Genova nei prossimi giorni. Ma già ora - sottolinea l’associazione guidata da Mario Mattioli - possiamo dire che i lavoratori marittimi non hanno mai rappresentano un rischio, nemmeno potenziale, per l’Italia». Il tema è quello della sicurezza. Le nuove disposizioni di Genova, viene spiegato da fonti vicine al dossier, rientrano nell’azione mitigatoria del rischio dell’immigrazione clandestina. Nei casi di necessità e urgenza, i visti e la possibilità di pernottare continueranno a essere garantiti, ma in un’ottica di eccezionalità, fermo restando la regola generale che impone al marittimo extracomunitario di essere rimpatriato immediatamente, senza pernotto. Agenti marittimi e spedizionieri hanno chiesto e ottenuto un incontro presso l’ufficio di Polizia. «Capisco il rispetto della legge - osserva Paolo Pessina, numero uno di Assagenti - ma un’interpretazione così restrittiva della norma può diventare un problema. Impedire il pernottamento di una sola notte a Genova, a fronte della mancanza di voli diretti verso certe destinazioni, mi pare eccessivo: basta un piccolo intoppo per perdere il volo, e spesso il volo il giorno stesso neppure c’è. I marittimi stranieri sono lavoratori regolarmente contrattualizzati, che non hanno alcun interesse a restare in Italia da immigrati clandestini. Non rappresentano alcun rischio, sono persone che lavorano fuori casa e quando sbarcano hanno un solo desiderio, quello di tornare subito dalle loro famiglie».
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