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martedì 12 giugno 2012

DAL BLOG MARINAI SORRENTINI

Alcuni stralci estrapolati dal blog Marinai Sorrentini.

Per quanto riguarda i fatti , la posizione del comandante Francesco Schettino si sta alleggerendo in maniera significativa.
Punto primo - All'ufficiale di guardia Ciro Ambrosio era stato richiesto dal Comandante esclusivamente il governo manuale per ragioni di sicurezza in presenza della costa. Mi sorge un dubbio, Ambrosio era in grado di seguire manualmente la rotta impostata, in modo da rispettare la distanza di sicurezza di 0,5 miglia (poco meno di un chilometro) pianificata e richiesta dal Comandante? E quando Schettino rileva il comando, Ambrosio lo avverte che non ha seguito la rotta prevista e che l'accostata deve essere più accentuata?
Punto secondo - La gestione dell'emergenza da parte del comandante è stata lucida ed esemplare, tenendo conto che l'hardware informatico non funzionava e le notizie che giungevano sul ponte erano chiaramente frammentarie, visto il momento di evidente caos. Tutte le decisioni sono state prese in base alla sua enorme esperienza e conoscenza anche costruttiva, essendo stato per anni responsabile della costruzione di navi da crociera per la Reinassance Cruiser, presso i cantieri di Saint Nazaire.
Punto terzo - In tutto l'ascolto del VDR non si sente nemmeno un ufficiale dare un aiuto verbale sia prima, sia dopo l'impatto, e il presunto ammutinamento e avvicendamento al comando, è solo una invenzione fantasiosa. Chi l'ha dichiarato dovrà pagarne le conseguenze, giacché ha arrecato danno a tutta la marineria nazionale.
Punto quarto - È inconfutabile che l'aver portato la nave all'incaglio con relativo ancoraggio, ha realmente assicurato che le operazioni d'evacuazione della Concordia, potessero svolgersi in sicurezza.
Punto quinto - Non c'è stato abbandono prematuro della nave da parte del comandante, essendo stato l'ultimo a scendere dal ponte 3 del bordo a dritta, punto nevralgico da lui individuato e indicato agli ufficiali presenti sul ponte. Non aveva alternativa, oltre a quella di buttarsi in mare o nella lancia, cosa che ha inoltre contribuito al salvataggio di quest'ultima e dei suoi occupanti, in quanto incastrata fra i bracci della gru di ammaino. Le altre persone rimaste a bordo, erano sul lato sinistro, non correvano pericoli imminenti e, visto lo sbandamento della nave, era praticamente impossibile raggiungerle dalla postazione del Comandante; inoltre lui non poteva sapere se ancora ci fosse qualcuno a bordo.
Punto sesto - A Francesco Schettino, così come ha affermato dal suo primo interrogatorio e in contraddizione con De Falco, non è stato consentito di risalire sulla nave, a sostegno di ciò, riferisce Paolo Mattesi dell'unità di crisi di Costa Crociere, di averlo invitato a non tornare a bordo nonostante egli volesse farlo, e di avergli fatto indicare il nome di un ufficiale che avrebbe potuto, avendo un mezzo idoneo a disposizione (il S.O. Pellegrini).
Punto settimo - Marco Travaglio e altri suoi colleghi, hanno paragonato Schettino ai nostri politici e particolarmente a Berlusconi, ironizzando gratuitamente anche sul nome della madre. Chiedo: "Nella travagliata storia politica italiana, c'è stato un premier, un ministro, un segretario di partito, o un qualsiasi esponente di spicco che si sia assunto la responsabilità di azioni commesse dai suoi subalterni? O che abbia mai dichiarato è colpa mia? Francesco Schettino si è comportato da Comandante e l'ha fatto ben aldilà delle sue reali responsabilità.
Allora, di cosa hanno parlato finora? Chi ha scritto titoli menzogneri a caratteri cubitali? Di cosa stiamo parlando adesso? E sopratutto, cosa ci fa Francesco Schettino agli arresti domiciliari?

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